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transizióni

Scritto da ManpowerGroup | 08/09/26, 09:07

Libro Bianco ManpowerGroup

 

Il mercato del lavoro italiano si trova oggi in una fase di trasformazione profonda che mette in discussione molte delle categorie interpretative utilizzate negli ultimi decenni, oltre che alcuni scenari che sarebbero parsi ai più come immutabili. Il paradosso sempre più evidente è riassumibile nella coesistenza tra difficoltà di accesso a un’occupazione stabile e di qualità e, allo stesso tempo, la crescente difficoltà delle imprese nel reperire persone e competenze adeguate; e non rappresenta una semplice contraddizione congiunturale, ma una chiave di lettura strutturale dei cambiamenti in atto. Non si tratta di un fenomeno temporaneo destinato a riassorbirsi, ma dell’emersione di una tensione che attraversa l’intero sistema e ne rivela i limiti di funzionamento. Alla base vi sono elementi strutturali quali i cambiamenti demografici, i cambiamenti delle dinamiche concorrenziali nel mercato del lavoro; sullo sfondo ci sono dinamiche di cui ancora fatichiamo a pesare gli esiti, come la nuova ondata di digitalizzazione sintetizzabile nei sistemi di AI.

 

Il lavoro come infrastruttura

Ridurre questo scenario a un problema di mismatch tra domanda e offerta rischia di semplificare eccessivamente una dinamica molto più articolata. La criticità non riguarda unicamente il fatto che le competenze disponibili non coincidono con quelle richieste, ma che il sistema nel suo complesso fatica a costruire connessioni efficaci tra i diversi attori che lo compongono. In questo senso il mercato del lavoro non può essere considerato come uno spazio neutro di incontro, ma come una vera e propria infrastruttura il cui funzionamento dipende dalla qualità delle relazioni tra istruzione, formazione, imprese e territori. Quando queste relazioni sono deboli o intermittenti, anche in presenza di domanda e offerta potenzialmente compatibili l’incontro non avviene o avviene in modo inefficiente.

Per lungo tempo il dibattito pubblico si è concentrato prevalentemente sulla creazione di occupazione, assumendo implicitamente che il problema principale fosse la carenza di domanda di lavoro. Oggi questo paradigma appare sempre meno adeguato. In molti settori e territori, infatti, la domanda di lavoro esiste ma non riesce a tradursi in occupazione effettiva. Le imprese dichiarano difficoltà crescenti nel reperire personale, mentre una parte della popolazione continua a sperimentare condizioni di inattività o sotto-occupazione. Lo scarto non può essere spiegato solo con variabili economiche tradizionali, ma rimanda a una disfunzione sistemica nella capacità di attivare, orientare e accompagnare le persone lungo percorsi lavorativi coerenti. Il tutto è oggi aggravato, in misura paradossale, dalla crisi dell’offerta di lavoro che si sta manifestando.

Un primo elemento che contribuisce a spiegare questa trasformazione è la transizione demografica. La progressiva riduzione della popolazione in età lavorativa e l’invecchiamento della forza lavoro stanno modificando in profondità gli equilibri del mercato. Il fenomeno introduce una pressione strutturale che non può essere compensata nel breve periodo. In prospettiva la scarsità relativa di lavoro disponibile rispetto ai fabbisogni delle imprese renderà ancora più evidente la necessità di utilizzare in modo efficiente tutte le risorse disponibili, superando quelle rigidità che oggi limitano l’accesso e la partecipazione al mercato del lavoro.

La questione demografica si intreccia con quella dell’attivazione. Non basta infatti avere una popolazione potenzialmente occupabile: è necessario che questa sia messa nelle condizioni di partecipare attivamente al mercato del lavoro. Ciò significa intervenire non solo sugli incentivi economici, ma anche sui dispositivi di orientamento, sulle politiche di accompagnamento e sulla capacità di costruire percorsi coerenti con le caratteristiche delle persone, con efficaci processi di assessment periodico delle competenze che possano portare a percorsi di riqualificazione. In assenza di questi elementi il rischio è quello di avere contemporaneamente posti vacanti e persone inattive, senza che tra i due si costruisca un ponte efficace.

 

Se il futuro del mercato del lavoro dipende sempre più dalla capacità di creare connessioni efficaci tra persone, competenze, imprese e territori, comprendere i cambiamenti demografici e le nuove dinamiche dell’occupazione diventa essenziale per affrontare le sfide dei prossimi anni. Per approfondire tutte le analisi e i punti di vista raccolti nel volume, compila il form e scarica il Libro Bianco A un passo dal domani.
 

 

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