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title: "Smart working: come è regolamentato ora?"
description: Negli ultimi anni, la locuzione smart working, o per i non anglofoni lavoro agile, è entrata sempre di più non solo nel nostro linguaggio comune, ma anche nelle consuete modalità con cui organizziamo la nostra vita lavorativa.
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[LincMagazine ](https://www.manpowergroup.it/lincmagazine)

# [Smart working: come è regolamentato ora?](https://www.manpowergroup.it/lincmagazine/smart-working-come-regolamentato-ora)

 Scritto da [Albachiara Re](https://www.manpowergroup.it/lincmagazine/author/albachiara-re) | 28/06/24 8.16

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Negli ultimi anni, la locuzione *smart working*, o per i non anglofoni lavoro agile, è entrata sempre di più non solo nel nostro linguaggio comune, ma anche nelle consuete modalità con cui organizziamo la nostra vita lavorativa. Complice la pandemia di Covid-19 e la necessità di imporre il distanziamento sociale, è diventata sempre più diffusa la necessità di usufruire del lavoro da remoto, definito dalla legge 81/2017 che ne stabilisce limiti e regolamentazione. I primi, nel corso della pandemia, hanno subito vari ritocchi, soprattutto in senso estensivo, in seguito si è cercato di ritornare al lavoro in presenza, così come era stato fino a marzo 2020.

**La scadenza dell’ultimo Decreto Milleproroghe ha segnato, lo scorso primo aprile, il ritorno al regime ordinario stabilito dalla legge 81/2017, eliminando le ultime agevolazioni previste e rivolte, in via principale, a due categorie di persone: i lavoratori fragili e i genitori con figli *under* 14**. Quali sono, pertanto, le ultime novità in materia?

**Smart working e accordo con i datori di lavoro **

**Una delle modifiche sostanziali che sono state introdotte prevede che lo *smart working *non rientri più tra i diritti del lavoratore **– disciplinato anche da contratti collettivi stipulati con le parti sociali – **ma sia frutto di un accordo individuale tra il datore di lavoro e il suo dipendente**. Questo comporta che, nel contratto, nella sezione attinente alle modalità di lavoro della prestazione, deve essere esplicitato in che modo e per quanti giorni si possa ricorrere a lavoro agile.

Per tutte quelle aziende che, negli ultimi anni, invece, sono riscorse alla contrattazione collettiva per la regolamentazione dello *smart working*, è possibile apportare modifiche, anche se l’accordo è a tempo indeterminato, e proporne uno diverso al lavoratore senza che ci sia bisogno di comunicarlo al Ministero del Lavoro. Per quelli a termine, l’imprenditore può decidere, alla scadenza, se rinnovarlo o meno, ma nel primo caso deve informare il Ministero del Lavoro.

**Categorie prioritarie? Non più**

**La legge 81/2017 prevede che vi siano delle categorie che possono richiedere, in via prioritaria, la possibilità di usufruire dello *smart working***. Tra queste rientrano: i lavoratori con grave disabilità, i *caregiver*, i lavoratori che hanno figli con al massimo dodici anni di età o con grave disabilità e, di recente, anche coloro che hanno oltre 55 anni. Infatti, grazie a un decreto legislativo approvato qualche mese fa, il datore di lavoro deve favorire l’accesso alle modalità di lavoro agile i cosiddetti “dipendenti anziani”. Nonostante queste specifiche, però, il datore di lavoro è libero di decidere se prevedere o meno, tra le modalità di lavoro della sua azienda, lo* smart working*. In caso decida di non inserirlo, i dipendenti appartenenti alle già citate categorie, non possono richiedere di avvalersi di questa modalità di lavoro.

**La disciplina nella Pubblica Amministrazione **

**Se per il comparto privato, la data del primo aprile ha marcato un grande cambiamento rispetto al tema *smart working*, per la Pubblica Amministrazione la scadenza dei vari decreti di proroga era stata fissata al 31 dicembre 2023**. Anche in questo caso, come nel privato, è stata data la possibilità al dirigente responsabile, in fase di organizzazione del proprio comparto amministrativo, di scegliere le modalità di lavoro più confacenti per raggiungere i propri scopi e obiettivi. Qualora non ritenga di dover inserire lo *smart working* tra quest’ultime, il lavoratore non ne potrà fare richiesta.

Tale ratio vale anche per la categoria dei lavoratori fragili che, fino al 31 dicembre, avevano diritto allo *smart working* integrale. Ora non è più così, ma dall’altro lato, il dirigente ha il dovere di adottare tutte quelle misure idonee a garantire la piena protezione e salvaguardia del lavoratore.

In Italia, così come evidenziano i dati raccolti dall’Osservatorio sullo Smart Working del Politecnico di Milano, nel 2023, sono state oltre tre milioni le persone che hanno scelto (e potuto usufruire) delle modalità di lavoro agile. **Una parte corposa di questo dato arriva dalle grandi imprese che, in totale, hanno quasi due milioni di lavoratori in *smart working*, seguono le micro imprese con 620 mila lavoratori, le piccole e medie imprese con 570 mila lavoratori e infine ci sono le pubbliche amministrazioni con oltre 517 mila lavoratori**. Rispetto agli anni precedenti, questi numeri sono in lieve flessione, ma se li si confronta con quelli del periodo pre pandemia, si registra un balzo in avanti del 541%.

Statistiche che, però, vanno inquadrate in un contesto più ampio: **lo *smart working* ha permesso di conciliare in maniera più equilibrata la vita lavorativa e quella privata tanto che, per una fascia di lavoratori molto ampia, quella che va dai 18 ai 34 anni, è prioritario poter lavorare in un’azienda dove è concessa tale possibilità**. Sono molte le società internazionali, come AirBnb, Slack, Dropbox o Deloitte, che hanno scelto questa modalità come prevalente, diventando molto attrattive per coloro che cercano un nuovo impiego ma con una migliore qualità della vita.

 

 

*Albachiara Re* è giornalista professionista, collabora da freelance con diverse importanti realtà editoriali italiane e uffici stampa. Negli anni, ha scritto di politica, esteri e cronaca locale, ora si occupa principalmente di cultura, società e sostenibilità. Il suo obiettivo è raccontare storie e persone che aiutino a capire come sta cambiando il mondo.

 

 

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