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A un passo dal domani. La nuova mappa del lavoro

Scritto da ManpowerGroup | 25/06/26 9.39

 

Il Libro Bianco di ManpowerGroup “A un passo dal domani. La nuova mappa del lavoro”, a cura di Anna Gionfriddo e Giampaolo Colletti, propone una lettura del lavoro contemporaneo come sistema in piena trasformazione, a partire da una riflessione: il mercato di oggi cambia più velocemente di quanto si riesca a raccontare, regolare e persino comprendere.

Il volume raccoglie autorevoli voci del mondo accademico, giornalistico, aziendale, associativo e legato all’amministrazione pubblica, che fotografano la contemporaneità e provano a decodificare la complessità del lavoro. Il risultato è una narrazione corale che non semplifica, ma restituisce le tensioni reali del presente.

Dall’insieme di queste prospettive, il lavoro emerge non come un percorso lineare, ma come un territorio che cambia mentre lo attraversiamo. Non più una sequenza ordinata di ingresso, crescita e uscita, ma una dimensione che si trasforma mentre la si abita, in cui cambiamento e transizioni sono continui.

Le istruzioni di navigazione del volume chiariscono questo passaggio: non esiste più un punto di partenza stabile né un sentiero definito, ma una geografia in movimento, in cui orientarsi significa imparare a leggere segnali, connessioni e direzioni mentre si è già in viaggio. Il cambiamento non è qualcosa che sta arrivando, ma qualcosa che sta già accadendo: le organizzazioni ridisegnano modelli e processi, le tecnologie riscrivono il modo di lavorare, le persone ridefiniscono aspettative e significato del lavoro stesso, e tutto avviene contemporaneamente, senza pause e senza istruzioni.

In uno scenario così, il rischio non è restare indietro, ma continuare a cercare mappe vecchie per territori nuovi. È proprio da qui che nasce il senso del Libro Bianco: non spiegare il futuro, ma fornire strumenti a chi è già dentro questa trasformazione.

Il volume non si presenta come una risposta definitiva, ma come uno strumento di orientamento che offre chiavi di lettura per muoversi dentro l’incertezza. Non un libro da leggere in modo lineare, ma un racconto corale che compone un mosaico del futuro: contributi diversi, azioni concrete e parole chiave che si intrecciano.

Una pluralità di voci per la costruzione della nuova mappa del lavoro

Il Libro Bianco prende forma attraverso una pluralità di voci che, capitolo dopo capitolo, costruiscono una vera e propria mappa del lavoro contemporaneo. Ogni contributo si sviluppa attorno a una parola chiave e a una prospettiva specifica, offrendo angolazioni diverse per leggere la stessa trasformazione.

La prefazione dell’On. Walter Rizzetto, Presidente dell’XI Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati, introduce con chiarezza uno dei nodi centrali di questo scenario: il mismatch tra competenze richieste e competenze disponibili.

Con senso, Giampaolo Colletti, giornalista e autore, apre il percorso e costruisce la prima chiave di lettura dell’intero volume: non un capitolo tematico, ma una vera e propria introduzione alla mappa: “Il lavoro non è più un posto da raggiungere ma una direzione da costruire”.

Il suo contributo definisce il perimetro del cambiamento, introducendo i temi che verranno poi analizzati dai diversi autori e offrendo una prima bussola interpretativa che orienta i capitoli successivi.

Nicola Palmarini, Direttore del NICA, con over, affronta uno dei paradossi più urgenti:

“Valorizzare i lavoratori maturi non è un atto di generosità (…) ma un’opzione tecnica, economica e organizzativa”, ribaltando la narrazione sull’età e riportandola al centro delle strategie.

Con umano, Carlo Alberto Carnevale Maffè, economista e docente SDA Bocconi, mette in discussione le categorie tradizionali del lavoro: “il problema non è se l’AI distruggerà posti, ma che sta mettendo in discussione la forma stessa del lavoro”, anticipando un cambiamento più profondo di quanto appaia.

Demografia, con Francesco Billari, Rettore dell’Università Bocconi e professore ordinario di Demografia, ricorda come “una parte decisiva del futuro del lavoro è già nata”, spostando l’attenzione sulla composizione della popolazione e sulla disponibilità futura di capitale umano.

Riccardo Luna, giornalista ed esperto di innovazione e digitale, con empatia, evidenzia come, nell’era delle tecnologie intelligenti, il vero differenziale competitivo resti umano, legato alla capacità di comprendere, relazionarsi e interpretare il contesto.

Farian Sabahi, professoressa associata in Storia contemporanea all’Università dell’Insubria e giornalista professionista, con cigno nero, introduce il tema dell’incertezza come variabile strutturale, con eventi rari ma ad alto impatto: geopolitici, economici, energetici, che possono ridisegnare rapidamente equilibri e filiere produttive. Più che prevedere, diventa centrale costruire sistemi resilienti e capaci di adattarsi.

Francesco Seghezzi, Presidente di ADAPT e docente presso l’Università degli Studi di Bergamo, con transizioni, racconta un mercato del lavoro che non evolve più per fasi lineari, ma attraverso passaggi e cambiamenti continui che richiedono nuove forme di accompagnamento.

Con ibridazione, Stefano Micelli, Professore Ordinario all’Università Ca’ Foscari di Venezia, esplora l’incontro tra umano e tecnologia come spazio di trasformazione: non una contrapposizione, ma una combinazione in cui il valore nasce dall’integrazione tra saperi, competenze e strumenti, dove capacità umane e automazione operano in modo complementare all’interno dei processi.

Barbara Cimmino, Vicepresidente di Confindustria per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti, con reti, evidenzia il valore delle connessioni e della collaborazione, perché oggi la competitività si costruisce sempre più “nelle interazioni, non nei confini”.

Il welfare generativo di Gabriele Fava, Presidente dell’INPS, introduce una prospettiva evoluta del sistema sociale: non solo redistribuire, ma creare valore attraverso l’investimento sul lavoro e sulle competenze.

Miriam Cresta, CEO di Junior Achievement Italia, con abilitare, porta l’attenzione sul ruolo della formazione come leva concreta di attivazione del potenziale, mettendo al centro un apprendimento che non è più solo teorico ma esperienziale: un processo che connette scuola, impresa e territori e che sviluppa competenze attraverso il “fare”, costruendo orientamento e occupabilità.

Infine, responsabilità è la parola scelta da Anna Gionfriddo, Amministratrice Delegata di ManpowerGroup Italia, che chiude idealmente il percorso e ne raccoglie le traiettorie. Il suo contributo consiste sia in una sintesi sia in un rilancio: un punto di convergenza delle prospettive emerse, che riporta al centro il ruolo delle imprese e della leadership nella costruzione del futuro del lavoro.
Non solo analisi, ma presa di posizione: l’assunzione di una responsabilità concreta nel guidare il cambiamento, costruendo un nuovo equilibrio tra innovazione, persone e comunità.

Insieme, questi contributi non compongono un indice tradizionale, ma un sistema di orientamento: parole che funzionano come coordinate, punti di vista che aiutano a leggere il presente e ad anticipare il futuro.

Per avere una visione più ampia, accedere ai contributi integrali e approfondire dati, analisi e prospettive, è possibile scaricare il volume completo tramite questo form.