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title: Qual è il nostro prossimo inizio?
description: "Viviamo nell’epoca dell’incertezza professionale. Abbiamo imparato che cambiare è legittimo, a volte obbligatorio, ma il cambiamento a cui stiamo assistendo va al di là della Great Resignation, oltre il quiet quitting o la necessità perenne di potersi concedere lo smart working. Si cambia per evolvere, migliorare o trovare una situazione più coerente con i propri valori, interessi e personalità, in linea con ciò che è realmente richiesto dal mercato. Ma affinché questo avvenga è necessario prima conoscere il punto di partenza, capire la propria situazione lavorativa attuale e poi, solo a quel punto, chiedersi: che fine farò? Dove la fine…"
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[LincMagazine ](https://www.manpowergroup.it/lincmagazine)

# [Qual è il nostro prossimo inizio?](https://www.manpowergroup.it/lincmagazine/2022/09/23/qual-e-il-nostro-prossimo-inizio)

 Scritto da [Redazione di LinC](https://www.manpowergroup.it/lincmagazine/author/linc) | 23/09/22 15.58

Viviamo nell’**epoca dell’incertezza professionale**. Abbiamo imparato che cambiare è legittimo, a volte obbligatorio, ma il cambiamento a cui stiamo assistendo va al di là della **Great Resignation**, oltre il **quiet quitting** o la necessità perenne di potersi concedere lo **smart working**. Si cambia per evolvere, migliorare o trovare una situazione più coerente con i propri valori, interessi e personalità, in linea con ciò che è realmente richiesto dal mercato. Ma affinché questo avvenga è necessario prima conoscere il punto di partenza, capire la propria situazione lavorativa attuale e poi, solo a quel punto, chiedersi: **che fine farò?** Dove **la fine però suona più come «il prossimo inizio»** precisa Luigi Centenaro, docente in numerose business school europee e fondatore di BigName, gli specialisti dell’innovazione di persone e team in azienda. A Febbraio 2023 uscirà come co-autore della **nuova edizione di Business Model You**, che presenterà il metodo per progettare il proprio lavoro tramite il celebre Work Model Canvas e il paradigma del Work Modeling: un parallelismo voluto con il concetto di business model o modello di business, tanto caro alle aziende di successo.

Su LINC ci spiega **quali sono le domande da porsi per capire la propria situazione lavorativa e da lì ripartire per progettare il prossimo passo**.

##### **Cosa c’è oltre la [Great Resignation](https://www.lincmagazine.it/2022/04/08/grandi-dimissioni-la-soluzione-e-lascolto/)? **

«Molte persone si lamentano del proprio lavoro, dei processi, dell’overworking, della violazione del work-life balance, dello stipendio. Mi sento spesso dire **“Luigi voglio lasciare il lavoro il prima possibile, a breve mollo tutto, non ce la faccio più, questa situazione è insostenibile”**, ma prima di farlo è necessario capire **cosa conta davvero per noi**. Me ne vado perché non ho la possibilità di ottenere qualcosa che conta per me. E allora la domanda che pongo io è: “Prima di mollare tutto dimmi, quanto fai (veramente) adesso?”

C’è chi lavora per i soldi e chi no.** I valori sono strettamente personali **e porvi l’attenzione ci aiuta a capire quali sono i fattori che determinano questa Great Resignation, il più delle volte dovuta a **un disallineamento nel nostro “modello di lavoro”**. Del resto vi sono **persone che fuggono via, anche a fronte di potenziali aumenti a due cifre percentuali!** Ma quando chiedo loro: cosa farai, hai chiarito l’obiettivo futuro, sai che fine farai? Ebbene spesso non è così tanto chiaro. Anzi, ho lo stesso riscontro in tutti i master in cui insegno. Anche a fronte di un esborso notevole per l’iscrizione i partecipanti mi descrivono più che altro una direzione in cui desiderano andare e non un obiettivo ben definito di carriera. Ecco perché ripeto spesso che nella carriera moderna **il vero obiettivo sia avere un obiettivo**! Saper passare da un “modello di lavoro” inadeguato ad uno più funzionale e quindi definire concretamente la risposta alla domanda “che fine farò?”».

##### **Come facciamo a riprogettare la nostra posizione?**

«Sognare un nuovo lavoro o una nuova strada è normale, spesso però non abbiamo un metodo sistematico per concretizzare questo sogno. È proprio con questo scopo che Tim Clark ha introdotto nel libro il Work Model Canvas, il metodo in una pagina per progettare e innovare il proprio lavoro. Del resto il concetto di lavoro oggi è cambiato radicalmente. Non può essere semplicemente descritto in termini di ore in ufficio in cambio di uno stipendio. **Il lavoro è molto di più**, nel Work Model Canvas vi sono ben 9 aspetti che ci possono supportare nel farlo. Il punto di partenza è capire lo stato attuale del proprio lavoro identificando i punti di attenzione, gli elementi che generano costi eccessivi, soprattutto quelli intangibili quali stress, mancanza di stimoli, relazioni inefficienti o supporto inadeguato. Successivamente si potranno progettare i giusti correttivi, meglio se in maniera condivisa, tramite una conversazione strutturata con il proprio management: c’è sempre un modo alternativo per ottenere il giusto bilanciamento tra costi e ricavi personali e continuare a produrre valore per la propria organizzazione».

##### **Hai coniato un nuovo termine “innovazione professionale”. Che cosa si intende?**

«L’**innovazione professionale è l’integrazione del design thinking e del marketing strategico con i tradizionali modelli di sviluppo professionale.** L’obiettivo è quello di superare il modello delle competenze e della pianificazione di carriera e focalizzarci sul modello del valore. Di fatto è **la capacità di un professionista di innovare il modo in cui acquisisce, crea e distribuisce valore** per la sua organizzazione. Del resto ci troviamo **nell’era in cui l’innovazione agisce senza permesso**, tutto cambia continuamente e si creano scenari sempre più competitivi con cui dobbiamo rimanere al passo. Se per competere le aziende innovano il modello di business, perché non dovrebbero farlo anche i lavoratori? ».

##### **Quali sono allora le competenze necessarie per rimanere competitivi sul lavoro? **

«Ovviamente **senza le competenze non puoi creare il valore richiesto dal tuo lavoro**, ma la prima domanda da porsi non è di quali competenze ho bisogno, ma è **“quale valore devo produrre?”**. La prima competenza quindi è la capacità di saper **progettare il proprio modello di lavoro in linea con la propria identità e le richieste del mercato**. Il Work Model Canvas è l’unico strumento al mondo che è in grado di mettere in correlazione le proprie caratteristiche, con il mercato e il proprio tornaconto! Un’altra competenza complementare è la capacità di **fare network**. Non significa scambiarsi i bigliettini, ma trovare sostegno e farsi contaminare, scoprire punti di vista e idee nuove, opportunità: le relazioni che servono sul luogo di lavoro sono molto più simili a una vera e propria amicizia che a un networking party. La terza competenza è il **personal branding**, la capacità di farsi un nome, raccontare la propria storia e attirare opportunità. Sono queste le abilità che poi ci servono a definire da soli “che fine faremo”, il nostro prossimo inizio. Oggi abbiamo tutte le risorse necessarie per costruire il prossimo step».

##### **Come capiamo se e quando cambiare?**

«Se sei consapevole del tuo modello di lavoro a un certo punto capisci che qualcosa non va. Vi sono dei costi intollerabili e occorre cambiare. L’uscita di scena però non è l’unica opzione. Vi sono ben 5 differenti domande e scelte possibili sulla carriera. Le domande sono importanti. Porsele ci aiuta a capire quale sarà il nostro prossimo inizio. Che fine faremo insomma. È necessario dunque comprendere qual è il nostro prossimo step. 

**Progredire?** Desidero allora crescere professionalmente, avere più soddisfazioni o farmi promuovere. **Uscire?** La professione non fa più per me, non ho più stimoli e devo per forza andare altrove per valorizzare le mie competenze.** Adattarmi?** Devo rivedere alcuni miei valori, apprendere nuove competenze, modalità di relazione, presidiare nuove tecnologie. **Reinventarmi?** È tempo di creare qualcosa di nuovo, inventarsi una professione, è tempo di fare innovazione professionale. **Rallentare?** La situazione in cui mi trovo allora non è più sostenibile, ed è dunque il momento di fare *downshifting*, fare di meno, ridurre le ore, prendermi una pausa. Queste domande ci aiutano a renderci consapevoli che non possiamo aspettare che le cose cambino da sole e tornino alla “normalità” di un tempo, perché la normalità non esiste più. La normalità è quella che inventerai domani, quando avrai definito cosa farai».

 

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