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title: La Coaching culture che fa bene all’innovazione
description: In una società in continuo mutamento, in cui la tensione all’innovazione è costante e diffusa, è essenziale riuscire a identificare le giuste coordinate, per non perdersi ed essere anzi parte attiva dell’evoluzione in corso. Come? La risposta è nel coaching. Una metodologia che parte da un’interrogazione profonda e autentica della persona e dei suoi obiettivi, per far emergere consapevolezze, approcci e competenze nuovi. Giorgio Giancarlo Renzulli, Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni, Responsabile della Leadership & Coaching Academy in ManpowerGroup, Business & Executive Coach e membro di organizzazioni nazionali e internazionali deputate allo sviluppo del coaching e del mentoring, spiega come…
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- maggio 31 2022

# La Coaching culture che fa bene all’innovazione

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#### [Redazione di LinC](https://www.manpowergroup.it/lincmagazine/author/linc)

In una società in continuo mutamento, in cui la tensione all’innovazione è costante e diffusa, è essenziale riuscire a identificare le giuste coordinate, per non perdersi ed essere anzi parte attiva dell’evoluzione in corso. Come? **La risposta è nel *coaching*. Una metodologia che parte da un’interrogazione profonda e autentica della persona e dei suoi obiettivi**, per far emergere consapevolezze, approcci e competenze nuovi. **Giorgio Giancarlo Renzulli, Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni, Responsabile della Leadership & Coaching Academy in ManpowerGroup**, Business & Executive Coach e membro di organizzazioni nazionali e internazionali deputate allo sviluppo del coaching e del mentoring, **spiega come questa disciplina sia la miglior alleata dell’individuo moderno**. Un modo infallibile per imparare a guardare il mondo da un’altra prospettiva, più funzionale per avere successo.

![Giorgio Renzulli](https://www.manpowergroup.it/hs-fs/hubfs/Imported_Blog_Media/La-Coaching-culture-che-fa-bene-allinnovazione.jpg?width=1352&height=1056&name=La-Coaching-culture-che-fa-bene-allinnovazione.jpg)

 

##### **Perché dovremmo sviluppare e diffondere la *coaching culture*?**

«**La nostra società è attraversata da tensioni e incertezze e lo sarà sempre di più, come stiamo vedendo proprio in questi ultimi 3 anni.** Pensando a Bauman, oggi possiamo affermare di aver superato la società liquida e di essere entrati nella cosiddetta società “gassosa”, segnata da trasformazioni continue, imprevedibili, oramai multiple, con un sensibile incremento di complessità, entropia, turbolenza. In questo contesto, **ogni individuo è in perpetuo movimento e i rapporti con le comunità sono in costante evoluzione, talvolta, volatili, ambigui**. Questo non deve spaventarci, ma deve essere colto come una grande opportunità di evoluzione per esprimere il proprio talento, specie se possiamo contare su alcuni strumenti. Il *coaching* è uno di questi, forse il più potente, perché ci aiuta a guardare alle soluzioni, anziché ai problemi».

 

##### **Come possiamo definire il [*coaching*](https://www.lincmagazine.it/2021/03/04/marilena-ferri-persone-centro-nuovi-leader/)? **

«Tecnicamente il *coaching* è una conversazione tra un esperto, il coach, e una Persona o gruppo di Persone, *coachee*. È finalizzato a sviluppare consapevolezza nel *coachee* dei suoi punti di forza, delle sue aree di miglioramento e, soprattutto, delle convinzioni profonde che orientano i suoi comportamenti, atteggiamenti, emozioni e percezioni del mondo. **Il *coaching* rafforza le competenze delle Persone e fa emergere le diverse potenzialità inespresse o ignote**. Il tutto, si traduce nel miglioramento della capacità del *coachee* nel conseguire gli obiettivi desiderati. **Il *coaching*, per sua stessa natura guarda in avanti e stimola le Persone a vedere le cose da numerosi punti di vista diversi**. * *Questa prospettiva aiuta sia i singoli che le Organizzazioni a capire come meglio gestire lo stato attuale e come investire sul futuro».

 

##### **Quale può essere, a suo avviso, l’importanza di una *coaching culture*?**

«Per massimizzare i vantaggi derivanti dal *coaching* è importante non limitarsi ad attivare percorsi one shot ed evitare di considerare il *coaching* come mero strumento per “rimediare” a prestazioni insoddisfacenti dell’individuo, ma promuovere una cultura organizzativa basata sull’ascolto profondo delle Persone, sulla collaborazione, sulla comunicazione aperta e trasparente, autentica e sul feedback valorizzante. Dunque, **è necessario costruire un ecosistema favorevole alla crescita delle Persone e delle relazioni tra loro: tutto ciò si chiama *Coaching Culture***. Il punto di partenza è la capacità di **ascolto**: non significa solo rilevare dei contenuti, ma andare in profondità, **capire i bisogni, le idee, le emozioni, i dubbi, le paure dell’altro**. L’ascolto consente di stabilire relazioni profonde e stimolanti e permette di fornire feedback *“evidence based”*, efficaci, arricchenti».

 

##### **Quale è l’importanza del feedback nello sviluppo di una *coaching culture*?**

«Il feedback è fondamentale: non significa limitarsi a evidenziare i limiti, ma rispettare l’altro, condividerne le difficoltà, stimolare l’interlocutore verso nuove prospettive e punti di vista, valorizzarne le potenzialità. Tutto questo produce una comunicazione libera, franca, autentica».

 

##### **Tornando sul *coaching* come processo, come si misura l’efficacia di un percorso di *coaching*?**

** **«**Il *coaching* consente di ottenere benefici profondi, duraturi nel tempo, ma soprattutto concreti, come è necessario alle Persone e alle Organizzazioni**. Per misurarne l’efficacia vi sono da anni molteplici studi e ricerche. Personalmente trovo sempre efficace la tassonomia individuata da Donald Kirkpatrick, sviluppata in ordine al roi della formazione. Si tratta di un modello di valutazione che evidenzia i 4 livelli di output ottenibili da un percorso ben gestito: **la soddisfazione dei partecipanti**, *coachee* nel nostro caso;** l’apprendimento di nuove conoscenze /competenze**; **la messa in pratica delle capacità acquisite nel *day by day* professionale**; **l’impatto sul contesto operativo e i suoi risultati rispetto agli obiettivi desiderati** (es. incremento di market share, fatturato, gross profit, clienti attivi e/o fidelizzati, etc.). Assicurare risultati tangibili è, infatti, l’aspetto chiave del processo di *coaching*».

 

##### **Per quali tipologie di competenze è più indicato un percorso di *coaching*? **

«Il *coaching* è fondamentale nello sviluppo di capacità relazionali, manageriali, organizzative, di leadership, di innovazione, praticamente ogni area di comportamento organizzativo può beneficiare di un percorso di *coaching*. Durante un percorso si lavora sul potenziamento di tali capacità e sull’emersione di nuove potenzialità. Per andare sul concreto: **l’engagement e la capacità di motivare, il time management, la comunicazione efficace, la delega o la pianificazione strategica**.

Tuttavia, **il valore più elevato di un percorso di *coaching* è produrre una “trasformazione” della Persona, una ristrutturazione delle sue eventuali convinzioni limitanti, dei suoi modi di percepirsi e di percepire il suo ruolo e il contesto intorno a sé, sempre funzionalmente agli obiettivi personali/professionali attesi**. Si chiama “coaching trasformazionale”, appunto».

 

##### **In ManpowerGroup ha attivato un interessante percorso di sviluppo manageriale dedicato agli Head of Business Unit. Di cosa si tratta?**

«Si tratta di una grande intuizione della nostra Senior Leadership aziendale, proprio nel solco dello sviluppo di una *coaching culture* diffusa. In ManpowerGroup gestiamo percorsi di *coaching* per i nostri manager e per gli high talent dal 2003 parallelamente a interventi di sensibilizzazione/formazione sulle *coaching techniques* e sul *mentoring*. 

Durante la pandemia da Covid 19, abbiamo attivato un percorso tra i primi nel suo genere, almeno in Italia. Abbiamo lanciato il Master di Certificazione “Manager Coach ManpowerGroup”.

**È un percorso estremamente esperienziale che ha portato i partecipanti (34 Head of) a sviluppare competenze di alto livello**. Il programma ha avuto una durata di 9 mesi e ha previsto diversi interventi formativi, con una miriade di momenti pratici ed esperienziali, sia tra *coach-supervisor* e partecipante che tra i partecipanti autonomamente, nella consapevolezza che il *coaching* si impara facendolo. **Siamo partiti da un *assessment* sulle competenze di base, identificando i punti di forza e quelli sui quali lavorare per divenire un manager coach efficace**. Gli output dell’*assessment* hanno dato vita a un percorso individuale di rafforzamento. **Elemento distintivo del percorso è l’aver strutturato molteplici e approfondite sessioni esperienziali tra *coach–supervisor* e singolo partecipante**: sessioni definite “Sparring Partner Experience” in cui il supervisor ricopre il ruolo di cliente/*coachee* e il partecipante il ruolo di coach. Abbiamo preso in prestito dalla boxe il termine *Sparring Partner* con cui si designa un collega che funge da avversario per il boxeur in allenamento. La forza di tali simulazioni è nella gestione del feedback in tempo reale, *step by step*. **Lo sparring è molto importante perché permette di sviluppare capacità, provare tecniche, lavorare sulle aree da migliorare in una reale sessione di *coaching***. Altro elemento esperienziale è stato costituito dalle *“Shadow session”* nelle quali 2 partecipanti per volta si sono allenati in coppia davanti al *coach-supervisor*, in ombra, osservatore silente. Queste sessioni innalzano il livello di realismo della sessione e incrementano il livello di *self-efficacy* e di *self-confidence* nel partecipante nel ruolo di coach. Questa tipologia di sessioni esperienziali e le sessioni a coppia o triadi che i partecipanti hanno organizzato autonomamente, talvolta on line e talvolta in person, hanno costituito, a detta degli Head of, **un’esperienza molto intensa e al tempo stesso stimolante e arricchente**. L’impegno profuso da ciascun Head of ha dato alla fine il frutto auspicato, consentendo loro di arrivare preparati ed energizzati all’esame di certificazione finale: tutti i 34 Head of hanno superato brillantemente l’esame finale, estremamente impegnativo. **Non potevamo che celebrare questo grande risultato con un magnifico Graduation Day e la consegna dei diplomi “Manager Coach ManpowerGroup”.** Le prossime edizioni del master consentiranno di estendere il parterre dei partecipanti e, dunque, la diffusione della coaching culture nell’azienda».

 

##### **La dimensione umana dunque, emerge come fondamentale oggi nella gestione di un intervento di *coaching*. ****Crede che l’Intelligenza Artificiale che sta pervadendo ogni ambito della nostra vita, cambierà anche il modo di approcciare al *coaching*? **

«Già vent’anni fa c’era chi sviluppava app con domande in sequenza in stile *coaching*. Non nego che il progresso informatico sia importante e pervasivo anche nel mondo del *coaching*. Credo che per specifici obiettivi, semmai circoscritti, ma non meno importanti, l’informatizzazione possa produrre benefici interessanti. Personalmente, **esprimo la convinzione che l’elemento umano farà sempre la differenza**. Il coach riesce a entrare in profonda connessione con chi ha davanti, il suo atteggiamento apprezzativo e stimolante viene percepito dalla Persona come coinvolgente, potente, talvolta dirompente e trasformativo, appunto. **L’interazione ha la potenza di far germogliare i semi del *coachee* e li trasforma in splendide fioriture**. Tutto questo è molto umano. Servono metodologie, tecniche certo, ma serve anche cuore».

 

##### **Come immagina, quindi, il futuro del *coaching*?**

«Il futuro del *coaching* è sempre più florido. **Il *coaching* è e sarà sempre più un alleato potente per imparare a rispondere in modo funzionale, necessariamente innovativo, alle sfide che ci attendono**. Il *coaching* ci aiuterà a vincere perché stimola e produce l’innovazione delle innovazioni, quella di noi stessi».

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