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title: Essere veri leader in tempo di pandemia
description: In un periodo di forte stress collettivo, sul lavoro diventa un punto di riferimento chi pensa anzitutto al benessere altrui.
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[LincMagazine ](https://www.manpowergroup.it/lincmagazine)

# [Essere veri leader in tempo di pandemia](https://www.manpowergroup.it/lincmagazine/2021/02/24/leader-in-tempo-di-pandemia)

 Scritto da [Redazione di LinC](https://www.manpowergroup.it/lincmagazine/author/linc) | 24/02/21 11.17

Il tema della [leadership](https://www.lincmagazine.it/2021/02/01/leadership-versione-2021/) è da sempre uno dei cardini su cui si impernia il mondo del lavoro, e non solo. Ma il significato stesso della parola ‘leader’ è stato stravolto nel corso del 2020, quando ci siamo dovuti confrontare – come società – con la più grave crisi sanitaria dal secondo dopoguerra in poi. **È cambiato il modo di vivere la quotidianità lavorativa**, sono cambiati molti equilibri di mercato, stiamo convivendo con ingenti perdite di vite umane quotidiane, molti lavoratori stanno imparando a destreggiarsi in [un contesto sempre più digitale](https://www.lincmagazine.it/2021/01/13/gli-ingredienti-della-trasformazione-digitale-strumenti-processi-e-persone/) ed è cambiata anche la scala dei valori e delle priorità di molte persone. Allo stesso modo, di conseguenza, **sono cambiate pure le caratteristiche che rendono un capo, o un collega, un vero leader**.

Più che di una sostituzione di vecchie caratteristiche virtuose con alternative nuove, si tratta di un’aggiunta: la leadership continua a essere composta di tutti quegli ingredienti ormai ben conosciuti, a cui si sommano però ulteriori elementi che possono fare la differenza. **E c’è un filo rosso che li collega tutti: prendersi cura dell’altro**, ossia pensare al benessere di colleghi e sottoposti instaurando relazioni più empatiche, profonde e – in fin dei conti – umane.

#### **Perché il 2021 è l’anno dei nuovi leader**

Ogni anno è un anno nuovo, si potrebbe obiettare, e per propria natura l’elenco delle caratteristiche che identificano un buon punto di riferimento sul lavoro evolvono nel tempo. In realtà, però, il 2021 è davvero un momento speciale in questo senso. L’anno scorso l’arrivo della pandemia è stato improvviso e (colpevolmente) inatteso: si è reagito in modo emergenziale, da pompieri, cercando di tenere assieme i pezzi e salvare il salvabile, facendo leva sulla buona volontà di ciascuno. Ma quest’anno è diverso. Ci siamo resi conto che la battaglia contro il nuovo coronavirus e le sue varianti non è questione di pochi mesi, che l’impatto economico determinato dall’emergenza sanitaria si farà sentire a lungo e che **il periodo che stiamo vivendo lascerà una traccia indelebile nella nostra società e nella nostra memoria**. Con la consapevolezza, ormai maturata da tutti, che gli eventi eccezionali accadono, e che è bene essere pronti a gestirli.

Spesso si utilizza la parola ‘resilienza’ per sintetizzare tutti questi concetti, ma forse il termine che nel concreto meglio descrive le sensazioni delle persone è ‘stress’. L’impatto psicologico della pandemia, l’imparare a convivere con situazioni impreviste e il senso di incertezza perenne si manifestano spesso in tensioni emotive e difficoltà (più o meno gravi) sul piano psicologico. Per citare un dato emblematico, [uno studio](https://www.kff.org/report-section/the-implications-of-covid-19-for-mental-health-and-substance-use-issue-brief/) della Keiser Family Foundation a marzo 2020 quantificava già in una su tre le persone preoccupate del contraccolpo psicologico dell’emergenza sanitaria, e lo scorso ottobre **è stato registrato un deciso aumento delle persone che percepivano di essere in ansia o in uno stato di stress eccessivo**, raggiungendo il 62% della popolazione negli Stati Uniti.

#### **6 strategie per i leader di questo decennio**

Già da ora così come per i prossimi anni, il vero leader sarà chi riuscirà a occuparsi anche del benessere mentale dei propri collaboratori: ma come? Anzitutto, rendendosi conto che **il fardello psicologico che pesa sulle persone non è lo stesso per tutti**. Come dimostra [una ricerca](https://go.mequilibrium.com/impacts-covid19-workforce_whitepaper.html) condotta da Mequilibrium a proposito dell’impatto del Covid-19 sulla forza lavoro, **[i più colpiti dalla crisi sono i giovani](https://www.lincmagazine.it/2020/10/16/generazione-lockdown-dentro-la-crisi-dei-millenials/) sotto i 30 anni**: il 29% si dichiara demotivato, il 33% preoccupato, il 24% dice di sentirsi solo e il 34% vive con frustrazione il confronto quotidiano con gli obiettivi professionali. Un secondo elemento è invece l’evergreen della resilienza, ma in senso concreto. Si tratta infatti di una competenza soft che va acquisita e allenata, con percorsi e attività *ad hoc*. Ci sono anche alcune statistiche che mostrano come **l’incremento dello stress per chi già nel pre-pandemia seguiva corsi di resilience-building sia stato infimo rispetto al resto delle persone** (l’1% contro il 20%), ma si tratta di sondaggi preliminari.

Il terzo punto verte sulla consapevolezza che la salute mentale è qualcosa che riguarda chiunque, proprio come la salute fisica. **Il preoccuparsi del benessere psicologico non è una questione che può limitarsi a qualche caso sporadico, ma dovrebbe coinvolgere tutti i colleghi e i collaboratori**. A volte, basta anche solo una semplice domanda o una piccola premura. Da qui deriva un ulteriore consiglio: proprio perché viviamo in un periodo di grande incertezza, **offrire supporto quotidiano ai propri collaboratori dà benefici evidenti**. Sentirsi sostenuti dal proprio capo, infatti, riduce di un fattore 10 la probabilità di avere difficoltà a dormire o di finire in burnout.

Quinta strategia, ovvia ma da non scordare, è di **continuare a praticare tutte le altre tipiche azioni da leader virtuoso**, come agire, gestire, prestare attenzione ai feedback e mantenere la situazione sotto controllo. Probabilmente in un periodo come questo il benessere mentale sta in cima a tutto, ma questo non significa che il resto sia trascurabile o inutile. Infine, passando dal livello individuale alla visione d’insieme in un contesto aziendale, **un vero leader dovrebbe ora aumentare il numero dei propri collaboratori coinvolti in attività di formazione su questi temi**. Gestione dell’imprevisto, flessibilità e adattabilità, cura del proprio benessere e tecniche antistress possono fare la differenza, tanto a livello individuale quanto collettivo.

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