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title: La tecnologia cambia il mestiere dell’artista
description: Nascono le opere d’arte mezze umane e mezze robotiche, conciliando intelligenze diverse.
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[LincMagazine ](https://www.manpowergroup.it/lincmagazine)

# [La tecnologia cambia il mestiere dell’artista](https://www.manpowergroup.it/lincmagazine/2020/10/28/la-tecnologia-cambia-il-mestiere-dellartista)

 Scritto da [Redazione di LinC](https://www.manpowergroup.it/lincmagazine/author/linc) | 28/10/20 14.25

Le si potrebbe definire opere a tre mani. O a due cervelli. E sono l’emblema di un nuovo modo di fare arte, non tanto per l’intrinseca capacità di far convivere mondi e identità diverse, ma soprattutto perché portano a un nuovo livello **l’ingresso della tecnologia nel lavoro artistico**.

Di opere ispirate dalla tecnologia, o che contengono pezzi di gadget high tech, se ne vedono da tempo. Così come esistono da anni opere d’arte che vivono solo in digitale e sono fatte di pixel in movimento, che hanno come materia prima i big data e come esecutore un’intelligenza artificiale.

Ma una novità ulteriore e recente, forse più di altre destinata a cambiare la quotidianità del mestiere artistico, è che **tecnologia e umano lavorino insieme**, contemporaneamente sulla stessa tela. Qualcuno l’ha descritta come un’inedita **sinergia tra artista e robot**, altri la vedono come un modo per conservare l’originalità e l’unicità dell’opera d’arte riuscendo allo stesso tempo ad aumentare la produttività dell’artista. Altri ancora ne vedono **un valore aggiunto artistico**, forse il primo embrione di una nuova **corrente contemporanea**.

#### **L’attività in pratica **

Non è difficile da immaginare: su una stessa tela, o su uno stesso piano di lavoro, sono all’opera tre *bracci*, di cui due umani e uno robotico. L’intelligenza artificiale guida quest’ultimo, in una prima versione seguendo un percorso prestabilito e codificato, ma in prospettiva con una propria capacità decisionale. E la terminazione del braccio può essere sì un **ugello** simile a quello di una stampante, ma anche un **pennello** con le setole, capace di creare tratti **mai uguali a se stessi**.

Uno dei primi esempi concreti di questo filone è il progetto [Andy_Bot](https://www.artribune.com/progettazione/new-media/2020/08/arte-e-tecnologia-con-la-start-up-proximars-nasce-la-prima-opera-dalla-sinergia-artista-robot/), realizzato dall’artista No Curves insieme al braccio robotico Primus, con il coordinamento dal punto di vista tecnico e software dalla startup Proximars. Come il nome suggerisce, si tratta di un omaggio artistico a Andy Warhol, in cui la tecnica usata è quella della **tape art**: una forma di street art che deriva dal graffitismo e prevede l’uso di nastri adesivi di vari colori e dimensioni per creare forme geometriche, delimitare lo spazio e creare una composizione. Su cui, poi, si può dipingere.

Ma al di là della tecnica specifica, è interessante che alcuni dei **gesti fisici** compiuti dall’artista con il proprio corpo per realizzare l’opera possano essere affidati a un robot, fatto salvo che **l’intelligenza e la creatività **[sono quelle umane](https://www.lincmagazine.it/2018/12/18/simone-miatton-cio-umano-rimane-alla-guida/).

#### **L’artista del futuro**

Nulla, naturalmente, impedirà a chi lo desiderasse di continuare a essere artista in modo più tradizionale, dalla pittura su tela alla scultura o in qualunque altra forma. È probabile, però, che al mestiere classico dell’artista si affianchi in modo sempre più massiccio una **professione fortemente ibridata con la tecnologia**. Se il trend generale in moltissimi settori è quello di una progressiva integrazione tra essere umano e dispositivo tecnologico, se non addirittura la creazione di **interfacce vere e proprie tra persone e chip**, anche per l’arte è facile pronosticare una crescente commistione. Con i robot fianco a fianco degli artisti per generare nuove forme espressive.

Un elemento però è certo: il concetto di [arte](https://www.lincmagazine.it/tag/arte/) non sarà modificato da queste innovazioni. **Cambieranno gli strumenti**, come peraltro sono sempre cambiati nel corso della storia, dall’età del bronzo e del ferro fino all’arrivo dell’elettricità e del digitale, ma **non cambierà il significato intellettuale e emozionale** dell’opera d’arte.

A modificarsi sarà invece la professione dell’artista, che nel caso in cui si desideri esplorare queste nuove tecniche e possibilità dovrà essere anche **un tecnologo, un esperto di digitale, di programmazione e di intelligenza artificiale**. Un profondo conoscitore dell’*anima *degli algoritmi e dei robot, per creare forme di collaborazione proficua e ricavarne forme estetiche e geometrie capaci di impressionare il pubblico. In alternativa, anziché al singolo artista si può pensare a **un team di sviluppo dell’opera d’arte**, multidisciplinare e capace di unire competenze per dare vita a una [filiera artistica](https://www.lincmagazine.it/2019/12/06/museo-museo-la-fine-arte-del-trasporto-opere-unintervista-cristiano-montenovi/). Una direzione, peraltro, verso cui i primi esperimenti di opere d’arte semi-umane e semi-robotiche sembrerebbero tendere.

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